jalvisto rivista di giochi

Metodo

Un gioco entra se il tempo reale non serve a niente.

Questa pagina spiega i filtri, l'ordine in cui vengono applicati e i punti in cui possiamo sbagliare. Se un titolo che ti aspettavi non è nella carta, la spiegazione è quasi sempre qui dentro.

Nell'ordine

Cinque filtri, applicati in fila.

  • Deve esistere su tutte e due le piattaforme. Google Play italiano e App Store italiano, con schede vive. Questo filtro da solo elimina più candidati di tutti gli altri messi insieme, e ha tolto dalla carta due titoli che volevamo: Papa's Sushiria To Go!, che sta solo su iOS, e Cafeteria Nipponica, ritirata da Google Play.
  • Nessuna attesa vendibile. Niente barre dell'energia, niente cottura in tempo reale che si può saltare pagando, niente incarichi giornalieri che puniscono chi salta un giorno.
  • Nessuna avvertenza di azzardo o casualità a pagamento. Se la scheda dello store dichiara gioco d'azzardo simulato, bauli premio o acquisti con elementi casuali, il titolo esce, indipendentemente da quanto sia bello.
  • Niente contenuti per soli adulti. Coffee Talk: Episode 1 è uscita anche per questo, essendo PEGI 16 con avvertenze su alcol e tabacco.
  • Devono esserci le immagini. Se l'interfaccia pubblica di Apple non restituisce nemmeno una schermata, non si scrive la scheda: mostrare un gioco con un rettangolo grigio è peggio che non parlarne. È il secondo motivo per cui Coffee Talk non è qui.

I numeri, e come li scriviamo.

I prezzi sono in euro e vengono dagli store italiani. Non li convertiamo da altri paesi, perché la stessa app può costare diversamente altrove e avere una monetizzazione diversa. Quando i due store non concordano, scriviamo tutti e due i numeri con il nome della piattaforma accanto.

Uno sconto viene chiamato sconto. Se Google Play dichiara un prezzo precedente, quella riga lo dice e riporta anche il prezzo pieno. Un ribasso spacciato per listino è il modo più veloce per far comprare male qualcuno.

Il peso è solo quello iOS. Google Play non pubblica la dimensione dell'app, quindi qualsiasi megabyte trovi in queste pagine si riferisce a iPhone, ed è segnalato come tale.

Un voto senza la sua campionatura non è un voto. Nello store italiano capita spessissimo che una media poggi su una o due recensioni. In quel caso scriviamo il numero di voti accanto alla media e diciamo apertamente che non è un indicatore. Sono cinque stelle costruite su una persona.

Le date le confrontiamo sempre a coppie. Lo stesso gioco può essere aggiornato su Android e fermo da anni su iOS. Il divario è un fatto che riguarda chi compra, non un dettaglio tecnico, e sta nella sezione dedicata della carta.

Se un dato non è verificato, si scrive che non è confermato. Una riga vuota è più onesta di una riga inventata.

Dove questo metodo si rompe.

Il filtro sull'attesa si applica ai primi giorni di gioco. Un titolo che sembra pulito all'inizio potrebbe introdurre più avanti qualcosa che assomiglia a un muro. Se ti capita, scrivilo: quel genere di segnalazione cambia una scheda.

Il filtro sulle avvertenze si fida di quello che dichiara lo store. Le etichette le mettono gli sviluppatori e non sempre vengono riviste. Un gioco può essere marcato PEGI 3 su una piattaforma e 12+ sull'altra, e quando succede lo riportiamo invece di sceglierne una.

Infine, il numero. Quattro giochi sono pochi. Sono pochi apposta, perché la categoria offre poco che superi i filtri, ma vuol dire che una singola scelta sbagliata pesa per un quarto della carta.

Vedi le quattro schede